Uno spettro si aggira per l’Europa

31 Dicembre, 2006

Terrore, morte e distruzione

Archiviato in: Politica estera — Roberto @ 4:21 pm

Saddam è stato un perfido dittatore, ha imposto un regime alla popolazione irachena, uccidendo senza umanità alcuna i suoi oppositori.
Ma è stato ucciso come un semplice omicida nello stato dell’Oklahoma o del Texas e solo ed esclusivamente sulla base di un decimo dei suoi crimini.

La pena di morte è sbagliata: non tiro neanche fuori il discorso sulla sacralità della vita che mi sembra poco convincente. E’ sbagliata perché è inutile (e finanche dannosa): non c’è una sola ricerca che sia riuscita a collegare l’introduzione delle pena di morte con una diminuzione del numero dei crimini (nessuna prevenzione generale dunque, al apri di molti altri sistemi di pena).

E’ sbagliata perché cancella anche quel poco di prevenzione speciale (mirata cioè alla educazione civile del reo) che si può ottenere dalla normale reclusione. Ed è barbara perché confonde il taglione con la giustizia.

Nessuna giustizia. Perché nessuna giustizia può venire dal sommare la morte alla morte, il dolore al dolore; per giunta in nome della legge, della giustizia. Nessuna giustizia può discendere da un processo ingiusto, che non rispetta gli standard internazionali sul diritto alla difesa. E come può fare giustizia una condanna che di fatto cancella tutte le altre responsabilità (dall’invasione del Kwait, al genocidio curdo, agli omicidi politici)?

Questo è un aspetto sottovalutato della pena di morte: cancella le responsabilità definitivamente. Non è una pena di fatto perché non costringe il reo a pentirsi, a ripensarci. E in ogni caso non lo costringe ad un patimento fisico. Non sono sadico, sono anzi profondamente umano: cosa c’è di più umano del dolore? Solo la mortalità.

Volete sapere cosa considero meno umano di tutto quello che è avvenuto nella vicenda di Saddam: che gli iracheni non abbiano avuto il coraggio di impiccarlo in piazza, davanti al popolo, perché la gente potesse vedere cos’è la democrazia e chiedersi in cosa si distanzi dalla dittatura Bahatista.

E invece il video dell’esecuzione finisce su internet (gli iracheni non conoscono ancora cellulari e videomessaggi) direttamente dal telefono di uno spettatore di quel macabro spettacolo. E io non lo censuro, non lo nascondo come fanno le televisioni italiane; in primis perché la morte ha sempre la stessa faccia ma è tanto più crudele quando avviene in nome di una pretesa giustizia;e in secondo luogo perché chi esultava nelle strade del mondo deve sapere cosa festeggiava.

Dunque guardatevi questo video se ancora siete convinti di poter godere della morte di un uomo.

http://www.scoop.co.nz/stories/HL0612/S00381.htm

29 Dicembre, 2006

Sono Craxi vostri…

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 2:03 pm

La Tunisia ha intitolato una via a Bettino Craxi? Faccia pure. Dopotutto ha ospitato un latitante condannato definitivamente a cinque anni di reclusione e sottoposto a numerosi altri procedimenti giurisdizionali per reati come ricettazione, concussione e corruzione.
In Italia si chiama favoreggiamento personale. Nel linguaggio della prima repubblica, ospitalità.

Su Craxi non ho molto da dire. Benché sia troppo giovane per ricordare il Craxismo (ricordo invece benissimo Mani Pulite e lo spirito che si respirava) per me esistono due Craxi: lo statista e il ladro.

Il problema vero è che il ladro (lo dico in senso politico prima ancora che giudiziario perchè chi utilizza soldi destinati dallo stato agli appalti per il suo partito, per sé stesso e i suoi funzionari va giudicato politicamente prima che penalmente) ha offuscato completamente il politico sia nell’opinione pubblica che per la storia.
E non permetto che, nel nome di un certo revisionismo buonista, si obblighi l’opinione pubblica a rivedere l’opinione su Craxi, stravolgendo i fatti e offendendo i politici bravi e onesti che se pur rari, esistono.
Craxi è il simbolo di mani pulite, uguale e contrario a di Pietro e sdoganarlo significherebbe cancellare una stagione che “resterà scritta a lettere d’oro nella storia della magistratura”.

Questa voglia di revisionismo storico-politico di cui la sinistra è ghiotta (guardate il successo di Pansa!?) fa male: la storia si giudica secondo il presente ma sopratutto secondo i fatti, per intero. Raccogliere i fatti che supportano la propria tesi, sminuendo e perfino omettendo i fatti contrari, gli aspetti negativi, non è fare revisionismo ma disinformazione.

Dire che Craxi è stato un ottimo statuista e che non si può considerare solo il Craxi “ladro” - che per qualcuno neppure esiste - vuol dire allontanare l’opinione pubblica dalla verità. Non solo la verità sulle tangenti, sul sistema di corruzione che governava l’Italia negli anni ‘80 e ‘90 ma anche e sopratutto i fallimenti del governo socialista.

Gli anni del Craxismo furono quelli della crescita abnorme del nostro debito pubblico, quello che oggi ci obbliga a pagare migliaia di euro di interessi (durante i 4 anni del suo governo dall’1983 all’87 il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire); quelli della svalutazione della lira, dell’inflazione selvaggia e dell’ “edonismo statale”. Ma anche delle prime leggi ad personam, la lottizzazione, le mancate liberalizzazioni (con la macchina delle Partecipazioni statali che si trasformava in un grumo di potere in mano a funzionari demo-socialisti). E la politica estera quantomeno discutibile (Sigonella vi dice qualcosa?).

Dov’è il grande statista in grado di superare i dubbi e le critiche dopo i fatti di Mani Pulite? Non credo lo si possa neppure intarvedere (è logico essendo in buona fede e scevri dell’affetto di figlio/a).

Il grande statista Craxi è quello che disse davanti alla Camera lo-facevano-tutti-quindi-non-potete-prendervela-con-me-se-rubo… (”Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro. E del resto andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali. Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti dall’estero sarebbe solo il caso di ripetere l’arcinoto ‘tutti sapevano e nessuno parlava’ ” dal discorso alla Camera dei Deputati del 3 luglio 1992)

25 Dicembre, 2006

Buon natale

Archiviato in: Informazione — Roberto @ 12:01 am

Per fare gli auguri di buon Natale a tutti i visitatori (eventuali) del blog uso una lettera di Stefano Benni pubblicata sul blog di Beppe Grillo.

Buon natale.

Cara Meteorite,
gli scienziati hanno detto che distruggerai la terra entro il 2017. Io non so se è vero. So che sul nostro pianeta gli scienziati seri non sono quasi mai ascoltati, e poi si scopre che hanno ragione. Si ascoltano solo gli scienziati che dicono che questa economia e questa scienza sono le migliori possibili, e chi non è d’accordo con loro è un catastrofista e un ecoterrorista.
In effetti il 2017 è un po’ presto, io contavo che la terra finisse nel 2046, come sostengono gli scienziati del riscaldo globale. Quindi a Natale regalerò solo dolci e cotechini, che vanno bene nel breve periodo.
Ora, cara Meteoritona, vorrei farti una richiesta. Io so che lassù nell’universo avvengono grandi trasformazioni e ribaltoni, miliardi di mondi che nascono e muoiono, stelle che scompaiono come i processi a Previti e buchi neri come i bilanci Tim. Perciò forse, in quel frastuono, non vi giunge la voce di grandi protagonisti cosmici come Mastella, Casini, Calderoli o Scaramella.
Quindi, se avete deciso di farci fuori come un birillo da bowling fate pure.
Forse il nostro paese se lo merita. Se lo merita il popolo dei no fiscal che piange miseria, e poi si scopre che le vacanze natalizie alle Maldive e ai Tropici sono aumentate del trenta per cento. Se lo merita questa destra che appena ha perso il potere è impazzita di rabbia, neanche sa cos’è la dignità dell’opposizione. Se lo merita questa sinistra molliccia che prende gli schiaffi senza reagire, patteggia e costruisce della finanziarie arroganti che poi deve smontare pezzo per pezzo. Se lo meritano i cosiddetti indecisi che solo perché gli mettono una tassa in più si pentono di aver votato e dimenticano in un giorno cinque anni di governo di centro-destra corrotto, incapace e succube dei super-ricchi.
Un paese che insulta i partigiani, gli omosessuali, gli immigrati, e si inchina a qualsiasi grande ladrone. Un paese intriso di mafia non solo in una regione, ma in ogni dove, dalla grande economia al piccolo cantiere, dalle spartizioni televisive al campionato di calcio. Un paese che, proprio nel momento che l’ha mandato all’opposizione, dimostra di meritarsi Berlusconi e i suoi ispiratori. Ma anche se non ci credi, cara Meteorite, in questo paese ci sono tante persone che si prendono delle responsabilità, che aiutano gli altri , che lavorano e che pensano di essere cittadini con diritti e (orrore!) anche con doveri. Tante persone (ahimè non la maggioranza, e forse mai lo saranno) che non pensano che destra o sinistra siano la stessa cosa. E neanche che sia uguale scegliere onesto o ladro, aria o smog, guerra o diplomazia, progresso e sfruttamento.
Non chiedo una chance per loro: per scegliere quelli da salvare nascerebbero tremila commissioni e sotto-commissioni, ci sarebbero ribaltoni e alla fine arriveresti tu a risolvere la questione.
Io propongo: se noi ci organizziamo e prendiamo un milione di bambini e adolescenti , e li portiamo in Nuova Zelanda, non potresti tamponarci dall’altra parte, in modo che almeno loro sopravvivano e alla razza umanoide sia data una seconda possibilità ? Una piccola chance, dai. Magari non ce la fanno, magari diventano carogne come noi, ma almeno lasciali provare.
Le ragioni sono quattro: tre importanti e, una meno. Le tre importanti sono:
Primo, vorrei vedere quanti chili e quante querele riesce a raggiungere Beppe Grillo.
Secondo, vorrei vedere una partita dove regalano un gol finto al Bologna contro la Juventus.
Terzo, ho un’assicurazione sulla vita e il capitale mi torna indietro nel 2018.
La quarta, meno importante, è questa, credo che questo mondo sia il migliore di tutti, perché non ne ho mai visto un altro.

Ti ringrazio, cara Meteorite, e ti auguro un buon viaggio, stai attenta perché quando arriverai nell’atmosfera terrestre troverai centomila rottami di satelliti, tonnellate di spazzatura intergalattica radioattiva, cessi orbitanti, schizzi di polonio in libertà, e Montezemolo e Silvio che cercano di svignarsela col loro jet personale.
Comunque buon Natale anche a te, cara Meteorite, e se sei stanca, fermati pure a riposare”.

di Stefano Benni (il lupo)

24 Dicembre, 2006

L’amore per l’amore

Archiviato in: Chiesa e religione — Roberto @ 5:37 pm


So che la vigilia di natale sarebbe il caso di parlare di altro.
Ma Piergiorgio Welby è morto, come voleva.

Non mi interessa niente - almeno per ora - quali siano i profili penali della vicenda. C’è un lato umano che deve prevalere e che mi sembra in pochi abbiano centrato: un uomo ha voluto abbandonare la vita per mano di un altro uomo.

Perché che vita è quella passata in un letto, impotente di fronte a tutto, senza vivere nessuno di quei momenti che devono essere “vissuti” e non solo “passati”.
Ma sopratutto che senso ha obbligare le persone che ti amano a vivere in funzione di te, in funzione della tua sopravvivenza non della tua vita. Non perché siano loro a chiederti di farla finita ma per la sofferenza che provi ogni volta che vedi l’amore trasformato in sforzo vano quotidiana; quando ti senti frustrato e impotente.
E in funzione di cosa? di un respiro artificiale che non è nient’altro che un momento vuoto, l’ennesimo, nel turbinio dei pensieri, nel dolore.

Così mi immagino la “vita” di Piergiorgio, quella che lui non riteneva vita. Tante sono le cose che possono portare l’uomo a desiderare la morte, ma la prima di tutte è l’amore. L’amore per gli altri prima che per te stesso.

Non mi importa se sia omicidio o suicidio. Se un Dio esiste mi chiedo come possa obbligare un uomo a vivere nel dolore, mentale prima che fisico, del vedere chi lo ama farsi in quattro per nulla, solo per tenerlo in vita.
Se un Dio esiste, compatirà il medico. E di certo perdonerà Welby: chi ha sofferto tanto non può non svegliare la pietà di un Dio che ha detto “beati gli ultimi perchè di essi è il regno dei cieli”.

Ed è crudele che gli si neghi il funerale. E’ crudele che si invochi il patibolo mediatico per la moglie e il medico. Nessuno ha mai pensato al dolore di quella moglie, combattuta tra il proprio Dio e il proprio amore?

L’amore è dare la vita per l’altra persona. Allora io credo che quello di chi amava Piergiorgio fosse un gesto d’amore.
E se un gesto d’amore può condurre al carcere, al patibolo, conducete anche me con loro. Portatemi al patibolo se questo da sfogo alle vostre coscienze ipocriti. Il Dio che adorate, quello che ha mandato a morte suo figlio per noi, ebbene è quel Dio che vi impedisce di amare Piergiorgio?

20 Dicembre, 2006

L’asinello e la balena

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 9:50 pm

Mi sono convinto di una cosa: il guaio più grande dell’Italia è la catto-cultura: questa non è una fede o un credo religioso e neppure un modo di vivere.

E’ una cultura profondamente radicata in Italia, quella dell’immobilismo e, mi dispiace per loro e per questo paese, è perfettamente incarnato dalla politica cattolica (unitariamente democristiana per cinquant’anni, separatamente continuata nella seconda repubblica).

Quella democristiana è una politica fatta di clientelismi e non solo nel meridione; e come si può riformare un paese in cui si gode (o si godeva?) della maggioranza relativa tramite una fitta rete di amici degli amici, cui si concedono i benefici che provengono dal potere: posti di lavoro nello stato, pensioni facili, facilitazioni fiscali per determinate categorie ecc.
Non dico che gli ex democristiani abbiano il monopolio del clientelismo che è invece molto diffuso, sopratutto in alcune zone d’Italia (guarda caso quelle meno evolute?!), anche in altri partiti; ma per i cattolici in politica il clientelismo è viscerale, è uno ’stile politico’. Una politica fatta con le tessere (problema grave della politica all’italiana) e sopratutto con le preferenze Sarà un caso che il centrismo italiano cresce e decresce in importanza secondo l’alternanza dei sistemi elettorali?

Ma il clientelismo non è il peccato originale: è la cultura cattolica (che non per niente trovò punti di contatto con quella comunista) a nutrirsi dell’immobilismo che Tomasi di Lampedusa ha cristallizzato nella formula “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
L’educazione cattolica è fatta di dogmi e principi (come tutte le religioni, e forse meno di altre) ma sopratutto di gerarchie, di negazioni, di oscurantismo (scientifico e più latamente culturale). Da sempre ai cattolici si insegna prima a dire no che a dire sì.

A conforto di questa mia teoria, sorta quest’oggi per un presepe e certamente da completare, basti l’esempio della Spagna che di recente, dopo anni di governa cattolici, ad un governo interamente socialista, guidato da una mente illuminata come Zapatero.
La Spagna cresce ad un ritmo doppio rispetto all’Europa da diversi anni e nel 2009 secondo le previsioni supererà l’Italia per PIL. E fa le riforme, per Dio…
Se l’errore dei socialisti italiani è stato quello di “rubare” troppo per contrastare la Dc, il peccato originale della Dc è stato l’immobilismo: quell’immobilismo che ha portato all’enorme debito pubblico e all’enorme arretratezza tanto legislativa quanto culturale.

Il parere del CSS

Archiviato in: Chiesa e religione — Roberto @ 6:57 pm
Completando la rassegna di documenti sul caso Welby mi pare opportuno pubblicare anche il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità quest’oggi (che pur non condivido).
MINISTERO DELLA SANITA’
CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’
SESSIONE XLVI
Seduta del 20 dicembre 2006
IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’
Assemblea Generale

Vista la richiesta del Ministro della Salute relativa al quesito:”se nel trattamento cui è sottoposto attualmente il Signor Welby non possa ravvisarsi la fattispecie del c.d.
accanimento terapeutico”
Preso atto:

  • dell’appello del Signor Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica (all. 1)
  • della risposta del Presidente della Repubblica (all. 2)
  • del ricorso d’urgenza presso il Tribunale civile di Roma, volto ad ottenere il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale (all. 3)
  • del parere della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma circa l’ammissibilità del ricorso del Signor Welby, depositato in data 11 Dicembre 2006 (all. 4)
  • ordinanza del Tribunale civile di Roma, depositata in data 16 dicembre 2006(all. 5)

(continua…)

18 Dicembre, 2006

Una ronda non fa primavera

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 8:47 pm

Negri, Comunisti, Terroni e Islamici tremate, le ronde sono tornate!
Se poi vi trovate per caso in due delle sovracitate categorie (un negro comunista o un terrone islamico?) allora preparatevi ad una sana dose di manganellate. Non dalle forze di polizia, che pure - con rigurgiti fascisti - si sono dotate di manganello.

Quale delle forze politiche possa organizzare nell’anno duemila-e-passa le ronde è facilmente intuibile: la Lega. “Avanti così, la gente vuole le ronde. E se i ragazzi mi invitano vengo anch’io a fare un pattugliamento” ha dichiarato Maroni.

Ma da quando in qua in democrazia è lecito quello che vuole “la gente”. E poi chi sarebbe questa “gente” che conosce Maroni? In democrazia non è lecito quello che dice “la gente” ma quello che dice la legge.

E la legge da’ il monopolio della conservazione dell’ordine pubblico allo Stato, alle forse di Polizia e dei Carabinieri. E se queste non bastano a conservare l’ordine pubblico bisogna potenziarle, con risorse e mezzi, non sostituirle con una giustizia privata, magari al sapore di olio di ricino e manganello.

Trovo scandaloso che nessuno si scandalizzi. E lo scandalo è acuito dal fatto che si scandalizza persino Casini: “Cosa c’entrano le ronde della Lega per il controllo del territorio? - ha commentato il numero uno dell’Udc - esiste già la necessità di mantenere la legalità, ma essa è garantita dai rappresentanti delle forze dell’ordine. Chi pensa alle ronde ha una visione primitiva”.

Ma non sono solo sbagliate, sono illegali. Combattere l’illegalità con l’illegalità è come liberare i leoni per eliminare i topi dalle città: certo i topi spariscono; ma rimangono i leoni!

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