Uno spettro si aggira per l’Europa

1 Dicembre, 2006

(IM)BROGLIO

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 11:18 am


Ho visto il film di Deaglio “Uccidete la democrazia!”. Rimango convinto che alle elezioni dell’aprile scorso non ci siano stati brogli, anche se devo ammettere ci sono alcuni indizi:

  • il crollo vertiginoso delle schede bianche, che passano dall’4.2% su base nazionale all’1.1%; ma sopratutto l’incedibile uniformità del crollo che ha interessato ugualmente regioni e elettorati diversissimi tra loro, portando zone in cui le schede bianche arrivavano al 15% ad un misero 2%.
  • in Sicilia si dice “la prima telefonata di condoglianze è quella dell’assassino”. Nel resto d’Italia “gallina che canta ha fatto l’uovo”. Perché Berlusconi tira fuori i brogli durante una campagna elettorale? C’erano mille argomenti per attaccare i “comunisti” se non per pararsi in qualche modo le spalle.
  • Che cosa sono “motore azzurro” e che cosa sono serviti i tanto pubblicizzati “legionari”?
  • Perché cambiare dodici prefetti ad una settimana dal voto, lasciando così non solo il sospetto ma una confusione assoluta in quelle provincia proprio al momento del voto?
  • Il voto elettronico affidato con gara privata e riservata ad una società americana vicina ai Repubblicani, con un immancabile posto per il figlio di Pisanu. La trasmissioni dei dati affidata a Telecom e Siemens. C’entra qualcosa l’affaire Telecom-Sismi?
  • L’andamento dei dati è risultato assolutamente anomalo: exit-pools tanto sbagliati, proiezioni contraddittorie e poi la continua e costante erosione del margine del centrosinistra; per non parlare dell’interruzione del flusso dei dati proprio dalle provincie che avrebbero determinato la vittoria del centrosinistra.
  • Altrettanto sospette mi sembrano le convocazioni forzose di Pisanu, ministro dell’interno pro tempore, a Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi. Lasciando da parte lo scandalo che sarebbe scoppiato in un paese civile quando il ministro responsabile della macchina elettorale si fosse recato a casa di un candidato tre volte durante uno spoglio così teso di un’elezione così “closed”; quel che mi convince di meno è la strana corrispondenza tra le visite e l’andamento dei dati nonché la strana discesa di Berlusconi a Roma (alla vigilia sarebbe dovuto rimanere a Milano).
  • Perché gli exit-pools, rivelatisi apparentemente così fallimentari, hanno in fondo sbagliato completamente due soli dati: le schede bianche e il dato di Forza Italia.

Quello che però è incontrovertibile e sembra far crollare l’ipotesi del broglia è che la proclamazione della Corte di Cassazione dei risultati elettorali è fatta sulla base dei verbali delle circoscrizioni e non dei dati che arrivano al Viminale. Quindi non è possibile la paventata manomissione dei dati a livello informatico.
E non è altrimenti ipotizzabile che un broglio così macroscopico sia stato realizzato a livello di manomissione delle schede nei seggi.

Si spendono milioni di ero per cose ben più stupide che non garantire la certezza di un risultato elettorale, che è il nucleo della democrazia. (RI)contare le schede non farebbe che bene, sgombrando ogni dubbio. dunque perchè non farlo?

Due parole - non ne merita di più -  sull’accusa a Deaglio di “divulgazione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico” di cui all’art 656 c.p..
Un reato che nemmeno dovrebbe esistere in un paese democratico e che la nostra Corte Costituzionale (oltre che, s’intenda, il legislatore) si ostina a mantenere vigenti, che mal si adatta al caso di specie.

Non solo bisogna verificare che il film contenga notizia false o reticenti (e, permettetemi, tutto dipende da quale definizione si da di falsità e reticenza) ma la procura di Roma deve spiegare quale sarebbe il pericolo, astratto, per l’ordine pubblico quando non esiste una sola manifestazione ma neppure una sola dichiarazione sopra le righe che sia stata originata da questo film.

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