L’asinello e la balena

Mi sono convinto di una cosa: il guaio più grande dell’Italia è la catto-cultura: questa non è una fede o un credo religioso e neppure un modo di vivere.
E’ una cultura profondamente radicata in Italia, quella dell’immobilismo e, mi dispiace per loro e per questo paese, è perfettamente incarnato dalla politica cattolica (unitariamente democristiana per cinquant’anni, separatamente continuata nella seconda repubblica).
Quella democristiana è una politica fatta di clientelismi e non solo nel meridione; e come si può riformare un paese in cui si gode (o si godeva?) della maggioranza relativa tramite una fitta rete di amici degli amici, cui si concedono i benefici che provengono dal potere: posti di lavoro nello stato, pensioni facili, facilitazioni fiscali per determinate categorie ecc.
Non dico che gli ex democristiani abbiano il monopolio del clientelismo che è invece molto diffuso, sopratutto in alcune zone d’Italia (guarda caso quelle meno evolute?!), anche in altri partiti; ma per i cattolici in politica il clientelismo è viscerale, è uno ’stile politico’. Una politica fatta con le tessere (problema grave della politica all’italiana) e sopratutto con le preferenze Sarà un caso che il centrismo italiano cresce e decresce in importanza secondo l’alternanza dei sistemi elettorali?
Ma il clientelismo non è il peccato originale: è la cultura cattolica (che non per niente trovò punti di contatto con quella comunista) a nutrirsi dell’immobilismo che Tomasi di Lampedusa ha cristallizzato nella formula “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
L’educazione cattolica è fatta di dogmi e principi (come tutte le religioni, e forse meno di altre) ma sopratutto di gerarchie, di negazioni, di oscurantismo (scientifico e più latamente culturale). Da sempre ai cattolici si insegna prima a dire no che a dire sì.
A conforto di questa mia teoria, sorta quest’oggi per un presepe e certamente da completare, basti l’esempio della Spagna che di recente, dopo anni di governa cattolici, ad un governo interamente socialista, guidato da una mente illuminata come Zapatero.
La Spagna cresce ad un ritmo doppio rispetto all’Europa da diversi anni e nel 2009 secondo le previsioni supererà l’Italia per PIL. E fa le riforme, per Dio…
Se l’errore dei socialisti italiani è stato quello di “rubare” troppo per contrastare la Dc, il peccato originale della Dc è stato l’immobilismo: quell’immobilismo che ha portato all’enorme debito pubblico e all’enorme arretratezza tanto legislativa quanto culturale.
