Uno spettro si aggira per l’Europa

20 Dicembre, 2006

L’asinello e la balena

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 9:50 pm

Mi sono convinto di una cosa: il guaio più grande dell’Italia è la catto-cultura: questa non è una fede o un credo religioso e neppure un modo di vivere.

E’ una cultura profondamente radicata in Italia, quella dell’immobilismo e, mi dispiace per loro e per questo paese, è perfettamente incarnato dalla politica cattolica (unitariamente democristiana per cinquant’anni, separatamente continuata nella seconda repubblica).

Quella democristiana è una politica fatta di clientelismi e non solo nel meridione; e come si può riformare un paese in cui si gode (o si godeva?) della maggioranza relativa tramite una fitta rete di amici degli amici, cui si concedono i benefici che provengono dal potere: posti di lavoro nello stato, pensioni facili, facilitazioni fiscali per determinate categorie ecc.
Non dico che gli ex democristiani abbiano il monopolio del clientelismo che è invece molto diffuso, sopratutto in alcune zone d’Italia (guarda caso quelle meno evolute?!), anche in altri partiti; ma per i cattolici in politica il clientelismo è viscerale, è uno ’stile politico’. Una politica fatta con le tessere (problema grave della politica all’italiana) e sopratutto con le preferenze Sarà un caso che il centrismo italiano cresce e decresce in importanza secondo l’alternanza dei sistemi elettorali?

Ma il clientelismo non è il peccato originale: è la cultura cattolica (che non per niente trovò punti di contatto con quella comunista) a nutrirsi dell’immobilismo che Tomasi di Lampedusa ha cristallizzato nella formula “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
L’educazione cattolica è fatta di dogmi e principi (come tutte le religioni, e forse meno di altre) ma sopratutto di gerarchie, di negazioni, di oscurantismo (scientifico e più latamente culturale). Da sempre ai cattolici si insegna prima a dire no che a dire sì.

A conforto di questa mia teoria, sorta quest’oggi per un presepe e certamente da completare, basti l’esempio della Spagna che di recente, dopo anni di governa cattolici, ad un governo interamente socialista, guidato da una mente illuminata come Zapatero.
La Spagna cresce ad un ritmo doppio rispetto all’Europa da diversi anni e nel 2009 secondo le previsioni supererà l’Italia per PIL. E fa le riforme, per Dio…
Se l’errore dei socialisti italiani è stato quello di “rubare” troppo per contrastare la Dc, il peccato originale della Dc è stato l’immobilismo: quell’immobilismo che ha portato all’enorme debito pubblico e all’enorme arretratezza tanto legislativa quanto culturale.

Il parere del CSS

Archiviato in: Chiesa e religione — Roberto @ 6:57 pm
Completando la rassegna di documenti sul caso Welby mi pare opportuno pubblicare anche il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità quest’oggi (che pur non condivido).
MINISTERO DELLA SANITA’
CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’
SESSIONE XLVI
Seduta del 20 dicembre 2006
IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’
Assemblea Generale

Vista la richiesta del Ministro della Salute relativa al quesito:”se nel trattamento cui è sottoposto attualmente il Signor Welby non possa ravvisarsi la fattispecie del c.d.
accanimento terapeutico”
Preso atto:

  • dell’appello del Signor Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica (all. 1)
  • della risposta del Presidente della Repubblica (all. 2)
  • del ricorso d’urgenza presso il Tribunale civile di Roma, volto ad ottenere il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale (all. 3)
  • del parere della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma circa l’ammissibilità del ricorso del Signor Welby, depositato in data 11 Dicembre 2006 (all. 4)
  • ordinanza del Tribunale civile di Roma, depositata in data 16 dicembre 2006(all. 5)

(continua…)

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