Sono Craxi vostri…

La Tunisia ha intitolato una via a Bettino Craxi? Faccia pure. Dopotutto ha ospitato un latitante condannato definitivamente a cinque anni di reclusione e sottoposto a numerosi altri procedimenti giurisdizionali per reati come ricettazione, concussione e corruzione.
In Italia si chiama favoreggiamento personale. Nel linguaggio della prima repubblica, ospitalità .
Su Craxi non ho molto da dire. Benché sia troppo giovane per ricordare il Craxismo (ricordo invece benissimo Mani Pulite e lo spirito che si respirava) per me esistono due Craxi: lo statista e il ladro.
Il problema vero è che il ladro (lo dico in senso politico prima ancora che giudiziario perchè chi utilizza soldi destinati dallo stato agli appalti per il suo partito, per sé stesso e i suoi funzionari va giudicato politicamente prima che penalmente) ha offuscato completamente il politico sia nell’opinione pubblica che per la storia.
E non permetto che, nel nome di un certo revisionismo buonista, si obblighi l’opinione pubblica a rivedere l’opinione su Craxi, stravolgendo i fatti e offendendo i politici bravi e onesti che se pur rari, esistono.
Craxi è il simbolo di mani pulite, uguale e contrario a di Pietro e sdoganarlo significherebbe cancellare una stagione che “resterà scritta a lettere d’oro nella storia della magistratura”.
Questa voglia di revisionismo storico-politico di cui la sinistra è ghiotta (guardate il successo di Pansa!?) fa male: la storia si giudica secondo il presente ma sopratutto secondo i fatti, per intero. Raccogliere i fatti che supportano la propria tesi, sminuendo e perfino omettendo i fatti contrari, gli aspetti negativi, non è fare revisionismo ma disinformazione.
Dire che Craxi è stato un ottimo statuista e che non si può considerare solo il Craxi “ladro” - che per qualcuno neppure esiste - vuol dire allontanare l’opinione pubblica dalla verità . Non solo la verità sulle tangenti, sul sistema di corruzione che governava l’Italia negli anni ‘80 e ‘90 ma anche e sopratutto i fallimenti del governo socialista.
Gli anni del Craxismo furono quelli della crescita abnorme del nostro debito pubblico, quello che oggi ci obbliga a pagare migliaia di euro di interessi (durante i 4 anni del suo governo dall’1983 all’87 il debito pubblico passò da 400 mila a 1 milione di miliardi di lire); quelli della svalutazione della lira, dell’inflazione selvaggia e dell’ “edonismo statale”. Ma anche delle prime leggi ad personam, la lottizzazione, le mancate liberalizzazioni (con la macchina delle Partecipazioni statali che si trasformava in un grumo di potere in mano a funzionari demo-socialisti). E la politica estera quantomeno discutibile (Sigonella vi dice qualcosa?).
Dov’è il grande statista in grado di superare i dubbi e le critiche dopo i fatti di Mani Pulite? Non credo lo si possa neppure intarvedere (è logico essendo in buona fede e scevri dell’affetto di figlio/a).
Il grande statista Craxi è quello che disse davanti alla Camera lo-facevano-tutti-quindi-non-potete-prendervela-con-me-se-rubo… (”Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro. E del resto andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali. Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti dall’estero sarebbe solo il caso di ripetere l’arcinoto ‘tutti sapevano e nessuno parlava’ ” dal discorso alla Camera dei Deputati del 3 luglio 1992)