Uno spettro si aggira per l’Europa

3 Gennaio, 2007

Campi Crimine

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 1:07 pm

Si sta sviluppando in questi giorni nel nostro paese un fenomeno preoccupante, sopratutto nelle periferie più esasperate dall’avvertita lontananza dello Stato, inteso sia come organo sociale che come fonte di giustizia.

La rabbia per l’insicurezza e il crimine diffuso si sta sfogando contro i Rom. Gli episodi di Opera sono chiaro indice dell’insofferenza dei cosiddetti “zingari” ma anche i recenti incendi nei loro campi hanno un tempismo sospetto.

Non mi nascondo dietro il politicamente corretto. Perciò non dirò che i Rom sono tutti onesti, anzi molte volte sono la fonte principale del microcrimine, dei furtarelli, degli scippi. Molto spesso vivono di espedienti e di accattonaggio.
I loro campi sono spesso arre inaccessibili, ancor più spesso del tutto abusivi.

Detto questo però mi chiedo, e chiedo a chi incendia i loro campi, se la soluzione sia veramente non predisporre campi per loro? Dove andrebbero a vivere se non in campi abusivi, privi di ogni attrezzatura e senza nessuna prospettiva di vita che non sia l’accattonaggio o il crimine?

Ma lo Stato deve fare di tutto per garantire che questi cittadini non seguano la via dell’illegalità. In primis dando loro una collocazione legale (nel senso di un campo attrezzato); e in secondo luogo garantendo un controllo della zona da parte delle forze dell’ordine (non un presidio sia chiaro ma una presenza vigile e non una timorosa assenza!).

Mi pare che a Opera si stia facendo proprio questo. E penso che tale esempio debba essere seguito da altri comuni: non solo un contratto in cui si impegnano a rispettare la legge ma sopratutto l’assicurazione che queste persona abbiano un’occupazione.

Il resto, cioè quello che fuoriesce da queste elementari garanzie di sicurezza, è razzismo e xenofobia. Pericolosa perché celata dietro un luogo comune e protetta da una certa politica populista e verbalmente violenta (qualche volta anche fattivamente violenta…).

Permettetemi anche due parole sul “contratto della legalità” firmato dai Rom a Opera: che in questo paese si debba firmare un contratto per promettere di rispettare le leggi è sintomo di quanto la legalità sia vista come una cosa di competenza d’altri. Ladri sono solo quelli che scippano e non quelli che evadono (certo penalmente i reati sono diversi, ma il danno sociale è parimenti grave: nel primo caso si sottrae qualcosa a qualcuno, nel secondo qualcosa a tutti; solo che la società non fa denuncia contro gli evasori); abusivi sono quelli che costruiscono una baracca e non quelli che si fanno la casetta degli attrezzi in giardino o il caminetto senza depositare nessun progetto e senza il permesso; fastidiosi sono gli zingari che chiedono l’elemosina e non le decine di società italiane che obbligano giovani sottopagati a riempirci le tasche (e, permettetemi, le palle!) di volantini pubblicitari, giornali gratuiti, offerte di abbonamenti.

Insomma i ladri, gli evasori, gli abusivi, sono sempre gli altri. Nessuno che guardi un poco in casa propria, visto che ce l’ha?

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