Uno spettro si aggira per l’Europa

4 Gennaio, 2007

Descrizione mafiosa

Archiviato in: Giustizia — Roberto @ 6:25 pm

Per celebrare i 60 ani dello statuto autonomo della Regione Sicilia il presidente dalle instancabili labbra, Totò cuffaro, alias VASA-VASA, ha avuto un’idea quantomai brillante: un’enciclopedia che racconti cos’è e cos’è stata la Sicilia.

Al volume hanno lavorato per tre anni oltre 250 tra giornalisti, politici come il senatore a vita Giulio Andreotti, scrittori ed esperti, coordinati da Caterina Napoleone.”Dentro questo volume c’e’ tutta la Sicilia bella che vogliamo proteggere e custordire - ha dichiarato il governatore Siciliano - mi e’ sembrato il modo migliore per celebrare l’autonomia speciale che ha anticipato di alcuni decenni lo sviluppo in chiave federalista delle istituzioni politiche italiane”

Ebbene lo stesso inventore del brillante e quantomai espressivo slogan “la mafia fa schifo” ha avuto la brillantissima idea - e lo apprendiamo solo dall’ex Prc Macaluso sul Riformista - di affidare la voce dedicata a Salvo Lima a Giulio Andreotti.
Certo, direte voi, è vicinanza culturale, potrei dire ideolgica. Ma più che vicinanza mi sembra correità.

Ma la cosa più divertente è leggere quanto ha scritto di Andreotti:

“Lima Salvatore, uomo politico (Palermo 1928-1992). Di umilissima origine familiare, S.L. emerse presto per vivacità ed impegno nella Democrazia Cristiana siciliana. Insieme a Giovanni Gioia ed altri giovani presero la guida del partito accantonando tutti i notabili (Sic!). Fu sindaco di Palermo dal 27 gennaio 1965 al 9 luglio 1968 e nello stesso anno fu eletto alla Camera dei Deputati, dove Gioia era già da una legislatura. La concorrenza elettorale per le preferenze provocò la rottura del grande gruppo fanfaniano dell’isola (gioia era capo della segreteria  dell’On. Fanfani), realizzando un non sempre brillante pluralismo correntizio. Lima fu sottosegretario alle finanze dal 1972 al 1974 e, nel biennio successivo, sottosegretario al bilancio e alla Programmazione Economica. Nel 1979 lasciò dopo tre legislature la Camera dei Deputati per presentarsi - con notevole successo - alle elezioni per il Parlamento Europeo. L’11 marzo 1992 veniva ucciso da mano mafiosa. Le cronache vollero vedere in questo la punizione per i presunti non ulteriori appoggi o, più esattamente, per non aver impedito le durissime leggi contro la mafia, decise dal governo Andreotti“.

Le cronache VOLLERO vedere? E Andreotti cosa ci vede? Un martire? Un’eroe dell’antimafia? Probabilmente si visto che si precipitò al funerale di Lima ma mancò casualmente da quello di Falcone….

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