Uno spettro si aggira per l’Europa

17 Gennaio, 2007

Attenti a quei tre

Archiviato in: Politica interna — Roberto @ 8:43 pm

Qualche giorno fa era il compleanno del senatore a vita Giulio Andreotti. Tra qualche giorno (il 19 gennaio per la precisione) sarà l’anniversario della morte dell’altro grande simbolo della politica italiana, Bettino Craxi. Il 26 sarà l’anniversario della “discesa in campo” di quello che doveva essere l’ homo novus della politica italiana Silvia Berlusconi.
Indro Montanelli invitava a piantarla di chiamare Andreotti Belzebù perché “Belzebù potrebbe anche darci querela”; e definiva Craxi “un uomo di grande coraggio” perchè “quando pronunciava alla Camera il suo discorso di replica per due volte si è interrotto alla ricerca di un bicchier d’acqua. Per due volte Andreotti glielo ha riempito o porto. E per due volte lui lo ha bevuto”. E di Berlusconi, il suo editore, diceva “Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino”.

L’Italia si condensa in questi tre: rapporti forse leciti ma inopportuni in un paese civile, mancanza di senso civico e disamore per la legalità.. siamo il paese del parcheggio in doppia fila e delle leggi disapplicate.

La politica italiana del dopoguerra si condensa in questi tre; insieme fanno dodici presidenze del consiglio su cinquantanove (dal 1945 a oggi, 7 Andreotti 2 Craxi e 3 Berlusconi).

Il primo è stato definito da una sentenza della Cassazione (quella che fece irrompere l’avvocato Buongiorno nel grido “assolto! assolto!”) “non genericamente e astrattamente disponibile nei confronti nei confronti di Cosa Nostra e di alcuni dei suoi vertici” ma ne ha sottolineato “i rapporti con i suoi referenti siciliani (del resto in armonia con quanto ritenuto dal Tribunale), individuati in Salvo Lima, nei cugini Salvo e, sia pure con maggiori limitazioni temporali, in Vito Ciancimino, per poi ritenere (in ciò distaccandosi dal primo giudice) l’imputato compartecipe dei rapporti da costoro sicuramente intrattenuti con Cosa Nostra, rapporti che, nel convincimento della Corte territoriale, sarebbero stati dall’imputato coltivati anche personalmente (con Badalamenti e, soprattutto, con Bontate) e che sarebbero stati per lui forieri di qualche vantaggio elettorale (certamente sperato, solo parzialmente conseguito) e di interventi extra ordinem, sinallagmaticamente collegati alla sua disponibilità ad incontri e ad interazioni (il riferimento della Corte territoriale è alla
questione Mattarella), oltre che alla rinunzia a denunciare i fatti gravi di cui era venuto a conoscenza.”

Craxi è morto latitante in Tunisia, condannato definitivamente in Mani Pulite e non più coperto dall’impunità parlamentare (l’errore è voluto, quando l’immunità si traduce in un sovvertimento delle regole democratiche diventa impunità). Tra tangenti e corruzioni oggi è un perseguitato; una volta si chiamavano genericamente politici corrotti…
Berlusconi rappresenta il trait d’union tra i due: è stato amico di Craxi e ne ha ripreso in parte la politica ma sopratutto ha ereditato l’inimicizia con la legge; e si dice abbia anche lui affinità sospette con Cosa Nostra (qualcuno racconta una capatina nel suo studio di un certo Bontade Stefano, forse omonimo del boss palermitano).

Non c’è due senza tre… tutto sta a stabilire chi sarà il quarto a venir da sè…

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