Dio li salvi

Adesso le fiction necessitano dell’imprimatur papale?
“I responsabili dell’industria dei media formino ed incoraggino gli operatori del settore a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità , a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia” ha detto oggi il Papa.
Guardacaso il giorno dopo che Sorrisi e Canzoni anticipa la satanica trama della nuova stagione di “Un medico in famiglia” di quell’anticristo di Lino Banfi, che presto verrà scomunicato e sottoposto prima del tempo alle pene dell’inferno per chi fomenta l’amore omosessuale attraverso il mezzo televisivo.
A quanto sembra la nuova stagione prevede che l´omosessuale Oscar (interpretato da Paolo Sassanelli), si fidanzerà con Max (Alessandro Bertolucci), il quale ha pure una figlia, Agnese, che i due tireranno su insieme. Il tutto con l’aggiunta di quel terrorista islamico anche conosciuto come Kabir Bedi.
Non sapevo che la televisione (pubblica oltretutto) oltre a doversi confrontare con i vari parenti dei politicanti trombati, debba ottenere l’approvazione preventiva della santa Sede. Per carità il Papa ha il diritto di parlare; ma nessuno dovrebbe più ascoltarlo tantomeno la politica. Quando un Santo Padre interviene praticamente tutti i giorni nel dibattito politico con suggerimenti peraltro non richiesti, su ogni avvenimento mondano e non, e persino sulla guida tv, dovrebbe perdere tutta la credibilità .
Con tutti i problemi che attanagliano il mondo il Papa deve occuparsi di Nonno Libero?
Anche perché le fiction vorrebbero basarsi sulla realtà . E nella realtà gli omosessuali, piaccia o no a Ratzinger, esistono e - grazie a Dio - amano, vivono, provano persino amore per i figli.
Invece la politica sta ad ascoltare il papa dei papi; anzi lo precede: la senatrice Maria Burani Procaccini, di Forza Italia, parla di “uso strumentale, culturalmente povero, di una tematica assai delicata come quella dei rapporto fra omosessuali: penso che queste cose siano molto pericolose per le figure identitarie necessarie e per la crescita psicologica dei bambini” e così via.
L’unico a difendere non Banfi, ma l’intelligenza è Beppe Giulietti quando giustamente sostiene che “non spetta ai politici comporre i palinsesti e i copioni della fiction. In tutta Europa, e non da oggi, ci sono stati e ci saranno film, canzoni, spettacoli, libri e fiction dedicati alle tematiche della coppie di fatto e della sessualità . Peraltro, questo accade già da qualche secolo”. Piaccia o no alle pletore di cattolici dalla censura facile.