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	<title>Commenti per Uno spettro si aggira per l'Europa</title>
	<link>http://riot85.altervista.org</link>
	<description>Voglia di ribellarsi stando comodamente seduto in poltrona</description>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 05:03:11 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Chi non si dimette di rivede di Negative</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/07/21/chi-non-si-dimette-di-rivede/#comment-273</link>
		<author>Negative</author>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2006 13:55:20 +0000</pubDate>
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		<description>speriamo che deputati e senatori di sinistra non inciucino...

ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>speriamo che deputati e senatori di sinistra non inciucino&#8230;</p>
<p>ciao</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Coerenza e carenza di Tenedor</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/07/10/coerenza-e-carenza/#comment-217</link>
		<author>Tenedor</author>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2006 13:15:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/07/10/coerenza-e-carenza/#comment-217</guid>
		<description>sarÃ  ma a me Ã¨ sembrata cercata come situazione e non di certo da parte di zapatero.
il papa Ã¨ andato in spagna per "bacchettare" zapatero e secondo loro doveva andare in chiesa anche se non credente ed oltretutto sorbirsi la predica per le azioni di governo senza avere la possibilitÃ  di ribattere visto che accadeva durante una funzione religiosa!!! ma forse li abbiamo abituati male noi in italia che gli permettiamo continue intromissioni nella ns repubblica LAICA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sarÃ  ma a me Ã¨ sembrata cercata come situazione e non di certo da parte di zapatero.<br />
il papa Ã¨ andato in spagna per &#8220;bacchettare&#8221; zapatero e secondo loro doveva andare in chiesa anche se non credente ed oltretutto sorbirsi la predica per le azioni di governo senza avere la possibilitÃ  di ribattere visto che accadeva durante una funzione religiosa!!! ma forse li abbiamo abituati male noi in italia che gli permettiamo continue intromissioni nella ns repubblica LAICA</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La veritÃ  sul referendum di silvia</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/06/22/la-verita-sul-referendum/#comment-192</link>
		<author>silvia</author>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2006 19:13:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/06/22/la-verita-sul-referendum/#comment-192</guid>
		<description>Le opinioni personali circa questa riforma te le ho giÃ  espresse a voce. Per quanto riguarda il contenuto del tuo pezzo, credo che non sarei riuscita meglio di te a riassumere piÃ¹ di un'ora di intense delucidazioni circa questo progetto. i miei piÃ¹ vivi complimenti.
Silvia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le opinioni personali circa questa riforma te le ho giÃ  espresse a voce. Per quanto riguarda il contenuto del tuo pezzo, credo che non sarei riuscita meglio di te a riassumere piÃ¹ di un&#8217;ora di intense delucidazioni circa questo progetto. i miei piÃ¹ vivi complimenti.<br />
Silvia</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Toglietele il microfono di gr@cc</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/05/31/toglietele-il-microfono/#comment-16</link>
		<author>gr@cc</author>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2006 13:48:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/05/31/toglietele-il-microfono/#comment-16</guid>
		<description>complimenti ... come sempre preciso e attento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti &#8230; come sempre preciso e attento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nessun dorma di SP</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/04/30/nessun-dorma/#comment-15</link>
		<author>SP</author>
		<pubDate>Mon, 01 May 2006 10:53:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/04/30/nessun-dorma/#comment-15</guid>
		<description>...non mi ero accorto di aver scritto tanto. Scusa.
In un certo senso questi commenti svolgono per me una funzione simile a quella che i post svolgono per te. Certo...con la complicazione del senso di colpa. 

SP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non mi ero accorto di aver scritto tanto. Scusa.<br />
In un certo senso questi commenti svolgono per me una funzione simile a quella che i post svolgono per te. Certo&#8230;con la complicazione del senso di colpa. </p>
<p>SP</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nessun dorma di SP</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/04/30/nessun-dorma/#comment-14</link>
		<author>SP</author>
		<pubDate>Mon, 01 May 2006 10:47:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/04/30/nessun-dorma/#comment-14</guid>
		<description>Mi associo alla tua osservazione circa la presentazione dei candidati alla presidenza della Repubblica. Ho letto dichiarazioni dei soliti Cicchetto e Bondi, che se non fossero preoccupanti sarebbero quasi divertenti. Guarda, te ne riporto una perchÃ© non riuscirei a riassumerla con efficacia:

-	â€œIl coordinatore di Fi, Sandro Bondi, lancia l'allarme: l'Unione si prepara a fare il pieno di potere, ignorando metÃ  dell'elettorato che non ha votato per il centrosinistra: "E' scattato un piano di occupazione del potere per mezzo di irregolaritÃ  elettorali, forzature istituzionali e con l'azione di un blocco politico, economico, giudiziario e della comunicazione. La libertÃ  di tutti gli italiani puÃ² essere a rischio se non interviene immediatamente un segno politico e istituzionale che rispetti l'opinione e i diritti democratici di piÃ¹ della metÃ  degli italiani" (da LaRepubblica online del 30 aprile 2006)


Non vedo proprio come si possa contestare ad una coalizione che â€“ di fatto â€“ ha vinto le elezioni di fare â€œil pieno di potereâ€ per il fatto di aver eletto dalle sue fila i presidenti di Camera e Senato. Intendiamoci, mi rendo conto del disegno politico che regge affermazioni di questo tipo, ma di qui a comprenderlo ne passa. Si continua a sostenere â€“ nessuno sa su che basi â€“ che le elezioni sono state irregolari e si proclama la conseguente irregolaritÃ  nellâ€™eleggere come presidenti di Camera e Senato dei rappresentati della coalizione di centro-sinistra. Il tutto per cercare di â€˜assicurarsiâ€™ una specie di contropartita al colle. Tutto molto bello, eccezion fatta per il fatto che le elezioni â€“ pare â€“ irregolari non sono state. Ha vinto il centro-sinistra. Di poco, ma ha vinto il centro-sinistra. 
Che i presidenti delle camere siano eletti tra rappresentanti del centro-sinistra mi pare dunque sia la prassi (tantopiÃ¹ che, si Ã¨ visto, la maggioranza â€˜funzionaâ€™, per quanto di misura). CosÃ¬ come dovrebbe considerarsi â€“ credo â€“ prassi lâ€™elezioni di un presidente della repubblica super partes. 
Lâ€™ipotesi di una elezione di Berlusconi, lâ€™ho giÃ  scritto, mi pare proprio irrealizzabile. Tutto questo parlarne e paventarla non riesce in alcun modo a renderla ai miei occhi piÃ¹ â€˜possibileâ€™. Non sto riferendomi a â€˜possibilitÃ â€™ reali, mi riferisco alla mia reazione dinanzi allâ€™evenienza. Voglio augurarmi che non si ponga nemmeno il problema. 
Per quanto riguarda lâ€™ipotesi Dâ€™Alema, spero â€“ e in ciÃ² mi associo alle tue speranze â€“ ci sarÃ  risparmiata. Spero, con la stessa intensitÃ , che  potremo evitare Gianni Letta. 
Come te credo poco nelle ipotesi di candidature che provengano dalla societÃ  civile, non per ciÃ² non ci spero (Zagrabelsky, cui accennava Scalfaro, la troverei una buona ipotesi). La figura del presidente della Repubblica, chÃ© ne dicano Bondi e soci, non deve servire a â€˜bilanciareâ€™ una determinata situazione politica e di potere. Il presidente della Repubblica, cosÃ¬ come indicato nellâ€™art.87 della Costituzione, â€œÃ¨ il capo dello Stato e rappresenta l'unitÃ  nazionaleâ€. Mi pare che lâ€™aver compiuto i cinquanta anni di etÃ  e lâ€™essere in grado di poter rappresentare lâ€™unitÃ  della nazione siano gli unici attributi che â€“ costituzionalmente â€“ un candidato debba possedere. Come possono Berlusconi, Dâ€™Alema o Letta pensare di poter rappresentare lâ€™unitÃ  nazionale?



Relativamente alla elezione dei presidenti di Camera e Senato concordo in linea di massima con le tue impressioni. Al di lÃ  dei 'franchi' o 'franceschi' tiratori, mi permetto di segnalare alcuni elementi delle votazioni per la presidenza del Senato (quelle che ho seguito con piÃ¹ attenzione, visti anche i 'timori' della vigilia). 
Intanto, per quanto se ne voglia discutere, non Ã¨ mai mancata la maggioranza relativa dei voti a Marini. Non che significhi chissÃ  cosa, per caritÃ , ma mi pare comunque un segnale di coesione.
Si Ã¨ fatto un gran discutere, da parte dei senatori di centro-destra (per quanto i gruppi parlamentari credo debbano ancora formarsi) di faziositÃ  del presidente di seduta, presunte irregolaritÃ  e gravi violazioni. 
Per riassumerle brevemente: 

-	la differenza nellâ€™attribuzione dei â€˜Francesco Mariniâ€ tra il 2Â° scrutinio annullato (quello delle 16:30, in cui le schede recanti â€˜Francescoâ€™ al posto di â€˜Francoâ€™ hanno causato, appunto, lâ€™annullamento) e il secondo scrutinio â€˜effettivoâ€™ (quello delle 22, in cui la scheda incriminata sarebbe stata conteggiata nei voti validi per Marini Franco). Conseguentemente a ciÃ² si sostiene ingiustificato lâ€™annullamento della seconda votazione;
-	un errore del presidente provvisorio nella lettura di una scheda (ha letto â€˜Franco Mariniâ€™ al posto di â€˜Francesco Mariniâ€™);
-	il fatto che il presidente provvisorio abbia votato;
-	il fatto che il presidente provvisorio e i sei segretari giovani si siano allontanati dallâ€™aula, prima della lettura dei risultati del secondo scrutinio (quello relativo al voto iniziato alle 22);
-	il fatto 	che la seduta delle 20.15 sia stata spostata alle 22.00 senza che ciÃ² sia stato votato dallâ€™aula;
-	il fatto che la terza votazione sia avvenuta nel giorno di sabato. Considerando infatti che il secondo scrutinio Ã¨ terminato nelle prime ore di Sabato (intorno alle due del mattino) e considerato lâ€™art. 4 del regolamento, la terza votazione non avrebbe in alcun modo dovuto avvenire sabato. Ti riporto lâ€™articolo in questione del regolamento:

-	Articolo 4
â€Elezione del Presidente.
Dopo gli adempimenti previsti negli articoli precedenti, il Senato procede alla elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto. E' eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale Ã¨ sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A paritÃ  di voti Ã¨ eletto o entra in ballottaggio il piÃ¹ anziano di etÃ .



Queste, sostanzialmente, le critiche mosse dai senatori della CdL.
Per quanto riguarda la differente valutazione delle schede, il problema â€˜francesco-francoâ€™ per intenderci, credo che il motivo vi sia e sia anche piuttosto banale. Le tre schede incriminate avrebbero determinato, nel secondo scrutinio, il raggiungimento del quorum e la conseguente elezione di Franco Marini a presidente. Al di lÃ  del chiedersi se â€˜Francescoâ€™ stia ragionevolmente per â€˜Francoâ€™, mi sembra dunque corretto aver annullato la votazione, onde evitare di gettare ombre di irregolaritÃ  sulla ipotetica proclamazione. Poco comprensibile, anche per me, Ã¨ stato lâ€™aver considerato il â€˜Francesco Mariniâ€™ della votazione delle 22 come attribuibile a Franco Marini. Eâ€™ in ogni caso evidente che questo scelta, di per sÃ© opinabile, non ha nulla a che vedere con lâ€™esito dello scrutinio: con o senza quel â€˜francescoâ€™ il quorum non era stato raggiunto. E nemmeno si puÃ² sostenere che si Ã¨ voluto agire cosÃ¬ per crearsi un precedente, visto che prima della votazione successiva Ã¨ stato chiarito che le schede recanti â€˜francescoâ€™ al posto di â€˜francoâ€™ sarebbero state annullate.
Per quanto riguarda lâ€™errore commesso da Scalfaro, ha avuto egli stesso modo di ammetterlo e scusarsi. Considerando lâ€™etÃ  di Scarlfaro e lâ€™andamento della giornata di venerdÃ¬, mi pare ampiamente comprensibile e perdonabile un suo errore.  Personalmente, poi, non mi sembrano verosimili le accuse rivoltegli contro. Credo, ed Ã¨ una mia opinione, che si sia semplicemente sbagliato. Errore, peraltro, che credo non abbia nulla a che vedere con i risultati. Immagino che ci sia un controllo delle schede successivo alla lettura del presidente.
Relativamente al fatto che Scalfaro abbia votato non ci trovo nulla di curioso o irregolare, lui stesso ha dichiarato di richiamarsi a quella che Ã¨ la norma. Dâ€™altro canto votare era un suo diritto (oltre ad essere un suo dovere).
Per quanto riguarda lâ€™appartarsi dei segretari, non vedo con che faccia si possa criticarlo. Considerando il clima da mercato del pesce che si era instaurato in aula, mi sembra che fosse davvero lâ€™unica soluzione praticabile. Certo avrebbero potuto scriversi dei pizzini, mandarsi dei messaggi con i cellulari o cercare di comunicare a gesti...
Il fatto che le votazioni fissate per le 20.15 siano state spostate alle 22 per lâ€™assenza (bipartisan) di alcuni senatori non mi pare riprovevole.  Certo, bisognerebbe valutare un momento quale era lo scopo della giornata di venerdÃ¬. Se ci mettiamo nellâ€™ottica che la seduta di venerdÃ¬ doveva riguardare lâ€™elezione del presidente del senato nellâ€™interesse del paese, mi pare che il rinvio alle 22 sia assolutamente comprensibile e condivisibile. La finalitÃ , in quesâ€™ottica, sarebbe quella di ripetere la votazione annullata (a cui erano presenti tutti i senatori) al fine di completare i lavori fissati per venerdÃ¬. Se perÃ² ci mettiamo in unâ€™ottica da campagna elettorale post-elezioni, in cui il fine Ã¨ quello di impedire o rimandare lâ€™elezione del presidenteâ€¦beh, allora in effetti non si capisce proprio il perchÃ© dello slittamento.
Lâ€™ultima questione sollevata, mi pare, Ã¨ stata quella relativa a cosa si debba intendere per â€˜giorno successivoâ€™. Si intende successivo allo scrutinio o successivo alla seduta? I senatori Schifani, Castelli e altri senatori del centro-destra hanno sostenuto con vigore che il regolamento parla chiaro. Si intende il giorno successivo allo scrutinio. Essendo lo scrutinio terminato nelle prime ore del mattino di sabato, la seduta successiva avrebbe dovuto aver luogo domenica, lunedÃ¬ o â€“ meglio ancora â€“ martedÃ¬. A me pare una posizione risibile. Ancor piÃ¹ risibile trovo il fatto che questi signori abbiamo potuto sostenere che â€œla lettera e lo spirito del regolamentoâ€ appaiono chiari in tal senso. Personalmente non mi pare eccezionalmente chiara la lettera, ma trovo chiaro lo spirito. Il senso Ã¨: prendiamoci due giorni per eleggere un presidente, se non si riesce nel primo giorno si prosegue il giorno dopo. Non credo sia previsto lâ€™annullamento di una votazione e il conseguente slittamento del secondo scrutinio oltre mezzanotte del primo giorno. In questo senso ci si trova dinanzi ad una eccezione. Interpretare quel â€˜nel giorno successivoâ€™ cosÃ¬ come Ã¨ stato proposto mi pare, oltre che molto opinabile sul piano â€˜sintatticoâ€™, fortemente strumentale. Una lettura degna di un Pecorella o un Ghedini, per intenderci. Vale anche qua, Ã¨ ovvio, il discorso circa le finalitÃ  della seduta. 
La cosa piÃ¹ irritante in assoluto, in ogni caso, mi pare sia stata la violazione continua di quel rigore istituzionale che ci si dovrebbe aspettare dallâ€™aula del Senato. Ad infastidire e a preoccupare era il vociare continuo, i cori da stadio, gli atteggiamenti strafottenti. Si tratta di comportamenti e atteggiamenti che sicuramente sono venuti dallâ€™una e dallâ€™altra parte, ma mi pare impossibile non assegnarne la paternitÃ  ad una parte in particolare. In questo senso gli interventi di Castelli e Schifani - le accuse che hanno mosso a Scalfaro e le modalitÃ  con cui queste accuse sono state mosse - mi paiono sintomatici. Non ho lâ€™ardire di riuscire a riassumerli, mancherebbe in ogni caso il pathos, la vis polemica â€˜gestualeâ€™, quella componente di irriverenza imbandalzita. La replica di Scalfaro, in chiusura di seduta, l'ho trovata notevole. Volendo poi ignorare gli aspetti per cosÃ¬ dire istituzionali, Ã¨ venuto a mancare persino quel minimo di rispetto che si deve, quantomeno per educazione, ad una persona anziana che sta facendo con evidente fatica il suo lavoro. Mi rendo conto che il discorso suona un poâ€™ troppo buonista, moralistaâ€¦ma ho trovato la cosa sinceramente fastidiosa e preoccupante. Non so se hai potuto vedere lâ€™intervento di Castelli (credo fossero le due passate), Ã¨ un tipo di atteggiamento che mi riesce difficile persino da descrivere. Era assente (in lui come in Schifani e negli altri senatori, anche lâ€™unico del centro sinistra che ha parlato) qualsiasi tipo di â€˜timore reverenzialeâ€™, di rispetto istituzionale.
Tra tutti i segnali pessimi che si sono potuti rilevare nella seduta di venerdÃ¬, questo credo sia stato il peggiore.

SP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi associo alla tua osservazione circa la presentazione dei candidati alla presidenza della Repubblica. Ho letto dichiarazioni dei soliti Cicchetto e Bondi, che se non fossero preoccupanti sarebbero quasi divertenti. Guarda, te ne riporto una perchÃ© non riuscirei a riassumerla con efficacia:</p>
<p>-	â€œIl coordinatore di Fi, Sandro Bondi, lancia l&#8217;allarme: l&#8217;Unione si prepara a fare il pieno di potere, ignorando metÃ  dell&#8217;elettorato che non ha votato per il centrosinistra: &#8220;E&#8217; scattato un piano di occupazione del potere per mezzo di irregolaritÃ  elettorali, forzature istituzionali e con l&#8217;azione di un blocco politico, economico, giudiziario e della comunicazione. La libertÃ  di tutti gli italiani puÃ² essere a rischio se non interviene immediatamente un segno politico e istituzionale che rispetti l&#8217;opinione e i diritti democratici di piÃ¹ della metÃ  degli italiani&#8221; (da LaRepubblica online del 30 aprile 2006)</p>
<p>Non vedo proprio come si possa contestare ad una coalizione che â€“ di fatto â€“ ha vinto le elezioni di fare â€œil pieno di potereâ€ per il fatto di aver eletto dalle sue fila i presidenti di Camera e Senato. Intendiamoci, mi rendo conto del disegno politico che regge affermazioni di questo tipo, ma di qui a comprenderlo ne passa. Si continua a sostenere â€“ nessuno sa su che basi â€“ che le elezioni sono state irregolari e si proclama la conseguente irregolaritÃ  nellâ€™eleggere come presidenti di Camera e Senato dei rappresentati della coalizione di centro-sinistra. Il tutto per cercare di â€˜assicurarsiâ€™ una specie di contropartita al colle. Tutto molto bello, eccezion fatta per il fatto che le elezioni â€“ pare â€“ irregolari non sono state. Ha vinto il centro-sinistra. Di poco, ma ha vinto il centro-sinistra.<br />
Che i presidenti delle camere siano eletti tra rappresentanti del centro-sinistra mi pare dunque sia la prassi (tantopiÃ¹ che, si Ã¨ visto, la maggioranza â€˜funzionaâ€™, per quanto di misura). CosÃ¬ come dovrebbe considerarsi â€“ credo â€“ prassi lâ€™elezioni di un presidente della repubblica super partes.<br />
Lâ€™ipotesi di una elezione di Berlusconi, lâ€™ho giÃ  scritto, mi pare proprio irrealizzabile. Tutto questo parlarne e paventarla non riesce in alcun modo a renderla ai miei occhi piÃ¹ â€˜possibileâ€™. Non sto riferendomi a â€˜possibilitÃ â€™ reali, mi riferisco alla mia reazione dinanzi allâ€™evenienza. Voglio augurarmi che non si ponga nemmeno il problema.<br />
Per quanto riguarda lâ€™ipotesi Dâ€™Alema, spero â€“ e in ciÃ² mi associo alle tue speranze â€“ ci sarÃ  risparmiata. Spero, con la stessa intensitÃ , che  potremo evitare Gianni Letta.<br />
Come te credo poco nelle ipotesi di candidature che provengano dalla societÃ  civile, non per ciÃ² non ci spero (Zagrabelsky, cui accennava Scalfaro, la troverei una buona ipotesi). La figura del presidente della Repubblica, chÃ© ne dicano Bondi e soci, non deve servire a â€˜bilanciareâ€™ una determinata situazione politica e di potere. Il presidente della Repubblica, cosÃ¬ come indicato nellâ€™art.87 della Costituzione, â€œÃ¨ il capo dello Stato e rappresenta l&#8217;unitÃ  nazionaleâ€. Mi pare che lâ€™aver compiuto i cinquanta anni di etÃ  e lâ€™essere in grado di poter rappresentare lâ€™unitÃ  della nazione siano gli unici attributi che â€“ costituzionalmente â€“ un candidato debba possedere. Come possono Berlusconi, Dâ€™Alema o Letta pensare di poter rappresentare lâ€™unitÃ  nazionale?</p>
<p>Relativamente alla elezione dei presidenti di Camera e Senato concordo in linea di massima con le tue impressioni. Al di lÃ  dei &#8216;franchi&#8217; o &#8216;franceschi&#8217; tiratori, mi permetto di segnalare alcuni elementi delle votazioni per la presidenza del Senato (quelle che ho seguito con piÃ¹ attenzione, visti anche i &#8216;timori&#8217; della vigilia).<br />
Intanto, per quanto se ne voglia discutere, non Ã¨ mai mancata la maggioranza relativa dei voti a Marini. Non che significhi chissÃ  cosa, per caritÃ , ma mi pare comunque un segnale di coesione.<br />
Si Ã¨ fatto un gran discutere, da parte dei senatori di centro-destra (per quanto i gruppi parlamentari credo debbano ancora formarsi) di faziositÃ  del presidente di seduta, presunte irregolaritÃ  e gravi violazioni.<br />
Per riassumerle brevemente: </p>
<p>-	la differenza nellâ€™attribuzione dei â€˜Francesco Mariniâ€ tra il 2Â° scrutinio annullato (quello delle 16:30, in cui le schede recanti â€˜Francescoâ€™ al posto di â€˜Francoâ€™ hanno causato, appunto, lâ€™annullamento) e il secondo scrutinio â€˜effettivoâ€™ (quello delle 22, in cui la scheda incriminata sarebbe stata conteggiata nei voti validi per Marini Franco). Conseguentemente a ciÃ² si sostiene ingiustificato lâ€™annullamento della seconda votazione;<br />
-	un errore del presidente provvisorio nella lettura di una scheda (ha letto â€˜Franco Mariniâ€™ al posto di â€˜Francesco Mariniâ€™);<br />
-	il fatto che il presidente provvisorio abbia votato;<br />
-	il fatto che il presidente provvisorio e i sei segretari giovani si siano allontanati dallâ€™aula, prima della lettura dei risultati del secondo scrutinio (quello relativo al voto iniziato alle 22);<br />
-	il fatto 	che la seduta delle 20.15 sia stata spostata alle 22.00 senza che ciÃ² sia stato votato dallâ€™aula;<br />
-	il fatto che la terza votazione sia avvenuta nel giorno di sabato. Considerando infatti che il secondo scrutinio Ã¨ terminato nelle prime ore di Sabato (intorno alle due del mattino) e considerato lâ€™art. 4 del regolamento, la terza votazione non avrebbe in alcun modo dovuto avvenire sabato. Ti riporto lâ€™articolo in questione del regolamento:</p>
<p>-	Articolo 4<br />
â€Elezione del Presidente.<br />
Dopo gli adempimenti previsti negli articoli precedenti, il Senato procede alla elezione del Presidente con votazione a scrutinio segreto. E&#8217; eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale Ã¨ sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A paritÃ  di voti Ã¨ eletto o entra in ballottaggio il piÃ¹ anziano di etÃ .</p>
<p>Queste, sostanzialmente, le critiche mosse dai senatori della CdL.<br />
Per quanto riguarda la differente valutazione delle schede, il problema â€˜francesco-francoâ€™ per intenderci, credo che il motivo vi sia e sia anche piuttosto banale. Le tre schede incriminate avrebbero determinato, nel secondo scrutinio, il raggiungimento del quorum e la conseguente elezione di Franco Marini a presidente. Al di lÃ  del chiedersi se â€˜Francescoâ€™ stia ragionevolmente per â€˜Francoâ€™, mi sembra dunque corretto aver annullato la votazione, onde evitare di gettare ombre di irregolaritÃ  sulla ipotetica proclamazione. Poco comprensibile, anche per me, Ã¨ stato lâ€™aver considerato il â€˜Francesco Mariniâ€™ della votazione delle 22 come attribuibile a Franco Marini. Eâ€™ in ogni caso evidente che questo scelta, di per sÃ© opinabile, non ha nulla a che vedere con lâ€™esito dello scrutinio: con o senza quel â€˜francescoâ€™ il quorum non era stato raggiunto. E nemmeno si puÃ² sostenere che si Ã¨ voluto agire cosÃ¬ per crearsi un precedente, visto che prima della votazione successiva Ã¨ stato chiarito che le schede recanti â€˜francescoâ€™ al posto di â€˜francoâ€™ sarebbero state annullate.<br />
Per quanto riguarda lâ€™errore commesso da Scalfaro, ha avuto egli stesso modo di ammetterlo e scusarsi. Considerando lâ€™etÃ  di Scarlfaro e lâ€™andamento della giornata di venerdÃ¬, mi pare ampiamente comprensibile e perdonabile un suo errore.  Personalmente, poi, non mi sembrano verosimili le accuse rivoltegli contro. Credo, ed Ã¨ una mia opinione, che si sia semplicemente sbagliato. Errore, peraltro, che credo non abbia nulla a che vedere con i risultati. Immagino che ci sia un controllo delle schede successivo alla lettura del presidente.<br />
Relativamente al fatto che Scalfaro abbia votato non ci trovo nulla di curioso o irregolare, lui stesso ha dichiarato di richiamarsi a quella che Ã¨ la norma. Dâ€™altro canto votare era un suo diritto (oltre ad essere un suo dovere).<br />
Per quanto riguarda lâ€™appartarsi dei segretari, non vedo con che faccia si possa criticarlo. Considerando il clima da mercato del pesce che si era instaurato in aula, mi sembra che fosse davvero lâ€™unica soluzione praticabile. Certo avrebbero potuto scriversi dei pizzini, mandarsi dei messaggi con i cellulari o cercare di comunicare a gesti&#8230;<br />
Il fatto che le votazioni fissate per le 20.15 siano state spostate alle 22 per lâ€™assenza (bipartisan) di alcuni senatori non mi pare riprovevole.  Certo, bisognerebbe valutare un momento quale era lo scopo della giornata di venerdÃ¬. Se ci mettiamo nellâ€™ottica che la seduta di venerdÃ¬ doveva riguardare lâ€™elezione del presidente del senato nellâ€™interesse del paese, mi pare che il rinvio alle 22 sia assolutamente comprensibile e condivisibile. La finalitÃ , in quesâ€™ottica, sarebbe quella di ripetere la votazione annullata (a cui erano presenti tutti i senatori) al fine di completare i lavori fissati per venerdÃ¬. Se perÃ² ci mettiamo in unâ€™ottica da campagna elettorale post-elezioni, in cui il fine Ã¨ quello di impedire o rimandare lâ€™elezione del presidenteâ€¦beh, allora in effetti non si capisce proprio il perchÃ© dello slittamento.<br />
Lâ€™ultima questione sollevata, mi pare, Ã¨ stata quella relativa a cosa si debba intendere per â€˜giorno successivoâ€™. Si intende successivo allo scrutinio o successivo alla seduta? I senatori Schifani, Castelli e altri senatori del centro-destra hanno sostenuto con vigore che il regolamento parla chiaro. Si intende il giorno successivo allo scrutinio. Essendo lo scrutinio terminato nelle prime ore del mattino di sabato, la seduta successiva avrebbe dovuto aver luogo domenica, lunedÃ¬ o â€“ meglio ancora â€“ martedÃ¬. A me pare una posizione risibile. Ancor piÃ¹ risibile trovo il fatto che questi signori abbiamo potuto sostenere che â€œla lettera e lo spirito del regolamentoâ€ appaiono chiari in tal senso. Personalmente non mi pare eccezionalmente chiara la lettera, ma trovo chiaro lo spirito. Il senso Ã¨: prendiamoci due giorni per eleggere un presidente, se non si riesce nel primo giorno si prosegue il giorno dopo. Non credo sia previsto lâ€™annullamento di una votazione e il conseguente slittamento del secondo scrutinio oltre mezzanotte del primo giorno. In questo senso ci si trova dinanzi ad una eccezione. Interpretare quel â€˜nel giorno successivoâ€™ cosÃ¬ come Ã¨ stato proposto mi pare, oltre che molto opinabile sul piano â€˜sintatticoâ€™, fortemente strumentale. Una lettura degna di un Pecorella o un Ghedini, per intenderci. Vale anche qua, Ã¨ ovvio, il discorso circa le finalitÃ  della seduta.<br />
La cosa piÃ¹ irritante in assoluto, in ogni caso, mi pare sia stata la violazione continua di quel rigore istituzionale che ci si dovrebbe aspettare dallâ€™aula del Senato. Ad infastidire e a preoccupare era il vociare continuo, i cori da stadio, gli atteggiamenti strafottenti. Si tratta di comportamenti e atteggiamenti che sicuramente sono venuti dallâ€™una e dallâ€™altra parte, ma mi pare impossibile non assegnarne la paternitÃ  ad una parte in particolare. In questo senso gli interventi di Castelli e Schifani - le accuse che hanno mosso a Scalfaro e le modalitÃ  con cui queste accuse sono state mosse - mi paiono sintomatici. Non ho lâ€™ardire di riuscire a riassumerli, mancherebbe in ogni caso il pathos, la vis polemica â€˜gestualeâ€™, quella componente di irriverenza imbandalzita. La replica di Scalfaro, in chiusura di seduta, l&#8217;ho trovata notevole. Volendo poi ignorare gli aspetti per cosÃ¬ dire istituzionali, Ã¨ venuto a mancare persino quel minimo di rispetto che si deve, quantomeno per educazione, ad una persona anziana che sta facendo con evidente fatica il suo lavoro. Mi rendo conto che il discorso suona un poâ€™ troppo buonista, moralistaâ€¦ma ho trovato la cosa sinceramente fastidiosa e preoccupante. Non so se hai potuto vedere lâ€™intervento di Castelli (credo fossero le due passate), Ã¨ un tipo di atteggiamento che mi riesce difficile persino da descrivere. Era assente (in lui come in Schifani e negli altri senatori, anche lâ€™unico del centro sinistra che ha parlato) qualsiasi tipo di â€˜timore reverenzialeâ€™, di rispetto istituzionale.<br />
Tra tutti i segnali pessimi che si sono potuti rilevare nella seduta di venerdÃ¬, questo credo sia stato il peggiore.</p>
<p>SP</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su IncostituzionalitÃ  della legge Pecorella di SP</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/04/27/incostituzionalita-della-legge-pecorella/#comment-13</link>
		<author>SP</author>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2006 23:27:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/04/27/incostituzionalita-della-legge-pecorella/#comment-13</guid>
		<description>Se non ho male inteso (e se ho male inteso me ne scuso), i giudici della seconda sezione della Corte di appello di Milano si riferiscono, nel respingere le eccezioni di incostituzionalitÃ , all'art. 111 della nostra Costituzione. In particolare, mi pare di capire, ci si riferisce al secondo capoverso dell'art. 111, laddove si legge:


"Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di paritÃ , davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata"

Per quanto riguarda il riferimento a condizioni di paritÃ  nel contraddittorio, i giudici avrebbero letto queste parole come â€œispirate da una singolare concezione della figura del pm, come parte antagonista e simmetrica alla difesa e non giaâ€™ come organo di giustizia, per sua natura soggetto a doveri di correttezza e di indifferenza al risultatoâ€. 
Ora, a scanso di offendere qualcuno con affermazioni aberranti, non sono uno studente di Giurisprudenza. 
Per quanto ne so (e temo sia effettivamente poco) il pubblico ministero, oltre a sostenere l'accusa,  esercita le sue funzioni anche nelle indagini preliminari (coordinandosi con la polizia giudiziaria?). Se, a seguito delle indagini preliminari, il pubblico ministero esercita l'azione penale (e quindi non chiede l'archiviazione) credo si possa ritenere che si sono raccolti abbastanza elementi per sostenere una ipotesi di reato. Nel corso del dibattimento, dunque, si attuerÃ  - di fatto - una situazione di contraddittorio tra pm e difesa. In questo contesto, mi pare, vada inteso il riferimento alla  "condizione di paritÃ ". Proprio per la natura di organo della giustizia, il pm - mi pare - dovrÃ  esser convinto delle sue tesi nel contraddittorio (anche perchÃ¨ altrimenti avrebbe chiesto l'archiviazione, o no?). Si tratta di una situazione che - ripeto, di fatto - riproduce un confronto dialogico diadico tra accusa e difesa. Rimane chiaro che il pm persegua la veritÃ  e non una condanna per l'imputato, ma in mancanza di elementi che dimostrino chiaramente l'insostanzialitÃ  delle tesi o di elementi delle tesi per pm (e quindi delle sue convinzioni, che hanno a che fare quella veritÃ  che ricerca)...beh, il pm Ã¨ in effetti - de facto - una parte del contraddittorio antagonista e simmetrica alla difesa. 
Al di lÃ  di questi miei pensieri, che non so quanto abbiano aderenza al reale, sono piuttosto deluso anche io dagli esiti del processo (ha lasciato perplesso anche a me la questione relativa alla manifesta infondatezza delle eccezioni di incostituzionalitÃ ). 
Mah...in ogni caso ho la vaga sensazione di saperne un pÃ² troppo poco per avere le idee chiare, rimangono sensazioni le mie. E non sono piacevoli.

SP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se non ho male inteso (e se ho male inteso me ne scuso), i giudici della seconda sezione della Corte di appello di Milano si riferiscono, nel respingere le eccezioni di incostituzionalitÃ , all&#8217;art. 111 della nostra Costituzione. In particolare, mi pare di capire, ci si riferisce al secondo capoverso dell&#8217;art. 111, laddove si legge:</p>
<p>&#8220;Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di paritÃ , davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata&#8221;</p>
<p>Per quanto riguarda il riferimento a condizioni di paritÃ  nel contraddittorio, i giudici avrebbero letto queste parole come â€œispirate da una singolare concezione della figura del pm, come parte antagonista e simmetrica alla difesa e non giaâ€™ come organo di giustizia, per sua natura soggetto a doveri di correttezza e di indifferenza al risultatoâ€.<br />
Ora, a scanso di offendere qualcuno con affermazioni aberranti, non sono uno studente di Giurisprudenza.<br />
Per quanto ne so (e temo sia effettivamente poco) il pubblico ministero, oltre a sostenere l&#8217;accusa,  esercita le sue funzioni anche nelle indagini preliminari (coordinandosi con la polizia giudiziaria?). Se, a seguito delle indagini preliminari, il pubblico ministero esercita l&#8217;azione penale (e quindi non chiede l&#8217;archiviazione) credo si possa ritenere che si sono raccolti abbastanza elementi per sostenere una ipotesi di reato. Nel corso del dibattimento, dunque, si attuerÃ  - di fatto - una situazione di contraddittorio tra pm e difesa. In questo contesto, mi pare, vada inteso il riferimento alla  &#8220;condizione di paritÃ &#8221;. Proprio per la natura di organo della giustizia, il pm - mi pare - dovrÃ  esser convinto delle sue tesi nel contraddittorio (anche perchÃ¨ altrimenti avrebbe chiesto l&#8217;archiviazione, o no?). Si tratta di una situazione che - ripeto, di fatto - riproduce un confronto dialogico diadico tra accusa e difesa. Rimane chiaro che il pm persegua la veritÃ  e non una condanna per l&#8217;imputato, ma in mancanza di elementi che dimostrino chiaramente l&#8217;insostanzialitÃ  delle tesi o di elementi delle tesi per pm (e quindi delle sue convinzioni, che hanno a che fare quella veritÃ  che ricerca)&#8230;beh, il pm Ã¨ in effetti - de facto - una parte del contraddittorio antagonista e simmetrica alla difesa.<br />
Al di lÃ  di questi miei pensieri, che non so quanto abbiano aderenza al reale, sono piuttosto deluso anche io dagli esiti del processo (ha lasciato perplesso anche a me la questione relativa alla manifesta infondatezza delle eccezioni di incostituzionalitÃ ).<br />
Mah&#8230;in ogni caso ho la vaga sensazione di saperne un pÃ² troppo poco per avere le idee chiare, rimangono sensazioni le mie. E non sono piacevoli.</p>
<p>SP</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Mediaset: a dieta! di Administrator</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/04/26/mediaset-a-dieta/#comment-12</link>
		<author>Administrator</author>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2006 13:55:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/04/26/mediaset-a-dieta/#comment-12</guid>
		<description>Sp, puoi scrivere quando ti pare e paice.. e sopratutto quanto ti pare...
i commenti sono liberi e non "censurati" ...
In effetti non c'Ã¨ tanta gente che si soferma a commentare anche se molti lo leggono... a parte i miei amici intendo... almeno cosÃ¬ risulta dal counter e dalle statistiche... poi non so...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sp, puoi scrivere quando ti pare e paice.. e sopratutto quanto ti pare&#8230;<br />
i commenti sono liberi e non &#8220;censurati&#8221; &#8230;<br />
In effetti non c&#8217;Ã¨ tanta gente che si soferma a commentare anche se molti lo leggono&#8230; a parte i miei amici intendo&#8230; almeno cosÃ¬ risulta dal counter e dalle statistiche&#8230; poi non so&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Mediaset: a dieta! di SP</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/04/26/mediaset-a-dieta/#comment-11</link>
		<author>SP</author>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2006 00:14:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/04/26/mediaset-a-dieta/#comment-11</guid>
		<description>Innanzitutto permettimi di palesare un certo disagio. Credo che nel momento in cui una persona pubblica un blog, si trovi a dover accettare - nel bene e nel male - che arrivi qualche commento. D'altronde, nemmeno laddove tu specifichi che scrivi piÃ¹ per te stesso che per eventuali utenti mi Ã¨ parso di leggere una qualche avversione ad eventuali interventi. CiÃ² nonostante provo un certo 'imbarazzo' nello scrivere, quasi stessi violando uno spazio tuo personale. E' piuttosto probabile che questa mia inquietudine sia determinata dal fatto che mi trovi ad essere l'unico ad aver commentato quanto tu scrivi in questo spazio (almeno da quando ho iniziato a leggere i tuoi post). Il fatto poi che riesca a giustificare il mio sentire non cambia la natura delle percezioni. E' comunque evidente, giacchÃ¨ continuo a proferir parola, che questo malcelato imbarazzo ha la peggio sulle istanze 'dialogiche' che animano le mie parole. Insomma, tutto questo per chiarire che, nel caso il mio 'intervenire' dovesse risultare inopportuno, non hai che da comunicarmelo. Non sono un convinto e assiduo frequentatore di blog, e mi capita davvero di rado di trovarmi a voler intervenire. Questa specie di estraneitÃ  fa anche sÃ¬ che non sia a conoscenza delle norme non scritte che regolano la vita di un blog, nel caso dovessi trovarmi a violare alcune di queste regole invisibiliâ€¦beh, chiedo venia.
Scrivo perchÃ© mi va di farlo, perchÃ© mi pare di trovare una certa convergenza di vedute e perchÃ© â€“ in definitiva â€“ mi piace scrivere. 

Detto questo, passerei (finalmente) al post di oggi. 
Fai riferimento alle parole di Bertinotti relativamente alla necessitÃ  di un â€˜dimagrimentoâ€™ di Mediaset, e alle polemiche bipartisan che sono seguite. Sono sostanzialmente in accordo con te quando fai presente che il programma dellâ€™Unione prevede per Mediaset quel â€˜dimagrimentoâ€™ paventato da Bertinotti.
Le polemiche in qualche modo preoccupanti sono quelle che le parole di Bertinotti hanno sviluppato nel centro-sinistra. Quelle che provengono dal centro-destra sono polemiche dâ€™ufficio, formalitÃ  che non dovrebbero destare particolare allarme. Le parole dei vari leader del centro-sinistra le ho trovate invece preoccupanti, perchÃ© rivelano una disconoscenza (se non si vuol essere malevoli) nei confronti del programma della coalizione e perchÃ© mi pare ricalchino il clima politico che si Ã¨ respirato nel â€™96 (successivamente al â€™96 in veritÃ ). Allora era Dâ€™Alema a sostenere che â€œMediaset Ã¨ una risorsa per il paeseâ€. La questione, giÃ  sollevata da molti, Ã¨ che le risorse del paese sono le frequenze (peraltro abusivamente â€“ in parte â€“ occupate da Mediaset). Che sia una grande azienda, che dia lavoro a migliaia di persone, che fatturi quantitÃ  inimmaginabili di introiti non Ã¨ in discussione. E non Ã¨ in discussione non tanto nel senso che Ã¨ un fatto indiscusso, quanto nel senso che non Ã¨ quello â€“ credo â€“ il focus del discorso. Il gigantismo mediatico dellâ€™azienda Ã¨ il corollario di una situazione che rappresenta una enorme anomalia nella gestione dei sistemi di comunicazioni. Il tema del â€˜dimagrimentoâ€™, mi pare, deve dunque essere avvicinato come corollario di un piÃ¹ vasto e sostanziale approccio alla questione â€˜televisioniâ€™ e â€˜pubblicitÃ â€™ (e piÃ¹ in generale â€˜monopoliâ€™). Lâ€™Italia ha bisogno urgente di una riforma del sistema radiotelevisivo che permetta un reale pluralismo. Da ciÃ² risulta evidente che occorrerÃ  fare i conti con una certa azienda, che illecitamente occupa una fetta enorme (per essere ironici) del mercato radiotelevisivo, e agire con coscienza ed efficacia. Questo â€˜dimagrimentoâ€™ profetizzato da Bertinotti sarÃ  necessariamente una delle conseguenze di una (auspicabile) riforma ispirata al reale pluralismo e al â€œcompletamento delle voci e delle cultureâ€. 
In questo senso ho trovato le parole di Bertinotti come un gratuito prestare il fianco a polemiche. Eâ€™ evidente che il semi-monopolio di Mediaset Ã¨ una anomalia che va eliminata al piÃ¹ presto. Impostare il discorso cosÃ¬ come Ã¨ stato fatto dal leader di Rifondazione, perÃ², mi Ã¨ parso un muovere i passi dal punto sbagliato, almeno per quanto riguarda i principi che dovrebbero animare le riforme. Avrebbe potuto (e forse anche dovuto, in forza del suo prossimo â€“ pare â€“ incarico di governo) impostare il discorso in maniera meno personalistica (lasciando meno scoperto il fianco alle accuse della ricerca di vendetta), riferendosi magari alla necessitÃ  di cambiare un sistema che Ã¨ evidentemente e indiscutibilmente malato. Sono comunque questioni in qualche modo secondarie. PerchÃ©, al di lÃ  delle scelte comunicative di Bertinotti, concordo con te quando rilevi che a destar preoccupazione sono le reazioni dei leader dei partiti di centro-sinistra. 
Prima di esprimere le opinioni che ho espresso, mi sono riletto il programma (pag. 261-266). 

Forse avrebbero dovuto fare altrettanto i leader della neo-maggioranza.


SP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto permettimi di palesare un certo disagio. Credo che nel momento in cui una persona pubblica un blog, si trovi a dover accettare - nel bene e nel male - che arrivi qualche commento. D&#8217;altronde, nemmeno laddove tu specifichi che scrivi piÃ¹ per te stesso che per eventuali utenti mi Ã¨ parso di leggere una qualche avversione ad eventuali interventi. CiÃ² nonostante provo un certo &#8216;imbarazzo&#8217; nello scrivere, quasi stessi violando uno spazio tuo personale. E&#8217; piuttosto probabile che questa mia inquietudine sia determinata dal fatto che mi trovi ad essere l&#8217;unico ad aver commentato quanto tu scrivi in questo spazio (almeno da quando ho iniziato a leggere i tuoi post). Il fatto poi che riesca a giustificare il mio sentire non cambia la natura delle percezioni. E&#8217; comunque evidente, giacchÃ¨ continuo a proferir parola, che questo malcelato imbarazzo ha la peggio sulle istanze &#8216;dialogiche&#8217; che animano le mie parole. Insomma, tutto questo per chiarire che, nel caso il mio &#8216;intervenire&#8217; dovesse risultare inopportuno, non hai che da comunicarmelo. Non sono un convinto e assiduo frequentatore di blog, e mi capita davvero di rado di trovarmi a voler intervenire. Questa specie di estraneitÃ  fa anche sÃ¬ che non sia a conoscenza delle norme non scritte che regolano la vita di un blog, nel caso dovessi trovarmi a violare alcune di queste regole invisibiliâ€¦beh, chiedo venia.<br />
Scrivo perchÃ© mi va di farlo, perchÃ© mi pare di trovare una certa convergenza di vedute e perchÃ© â€“ in definitiva â€“ mi piace scrivere. </p>
<p>Detto questo, passerei (finalmente) al post di oggi.<br />
Fai riferimento alle parole di Bertinotti relativamente alla necessitÃ  di un â€˜dimagrimentoâ€™ di Mediaset, e alle polemiche bipartisan che sono seguite. Sono sostanzialmente in accordo con te quando fai presente che il programma dellâ€™Unione prevede per Mediaset quel â€˜dimagrimentoâ€™ paventato da Bertinotti.<br />
Le polemiche in qualche modo preoccupanti sono quelle che le parole di Bertinotti hanno sviluppato nel centro-sinistra. Quelle che provengono dal centro-destra sono polemiche dâ€™ufficio, formalitÃ  che non dovrebbero destare particolare allarme. Le parole dei vari leader del centro-sinistra le ho trovate invece preoccupanti, perchÃ© rivelano una disconoscenza (se non si vuol essere malevoli) nei confronti del programma della coalizione e perchÃ© mi pare ricalchino il clima politico che si Ã¨ respirato nel â€™96 (successivamente al â€™96 in veritÃ ). Allora era Dâ€™Alema a sostenere che â€œMediaset Ã¨ una risorsa per il paeseâ€. La questione, giÃ  sollevata da molti, Ã¨ che le risorse del paese sono le frequenze (peraltro abusivamente â€“ in parte â€“ occupate da Mediaset). Che sia una grande azienda, che dia lavoro a migliaia di persone, che fatturi quantitÃ  inimmaginabili di introiti non Ã¨ in discussione. E non Ã¨ in discussione non tanto nel senso che Ã¨ un fatto indiscusso, quanto nel senso che non Ã¨ quello â€“ credo â€“ il focus del discorso. Il gigantismo mediatico dellâ€™azienda Ã¨ il corollario di una situazione che rappresenta una enorme anomalia nella gestione dei sistemi di comunicazioni. Il tema del â€˜dimagrimentoâ€™, mi pare, deve dunque essere avvicinato come corollario di un piÃ¹ vasto e sostanziale approccio alla questione â€˜televisioniâ€™ e â€˜pubblicitÃ â€™ (e piÃ¹ in generale â€˜monopoliâ€™). Lâ€™Italia ha bisogno urgente di una riforma del sistema radiotelevisivo che permetta un reale pluralismo. Da ciÃ² risulta evidente che occorrerÃ  fare i conti con una certa azienda, che illecitamente occupa una fetta enorme (per essere ironici) del mercato radiotelevisivo, e agire con coscienza ed efficacia. Questo â€˜dimagrimentoâ€™ profetizzato da Bertinotti sarÃ  necessariamente una delle conseguenze di una (auspicabile) riforma ispirata al reale pluralismo e al â€œcompletamento delle voci e delle cultureâ€.<br />
In questo senso ho trovato le parole di Bertinotti come un gratuito prestare il fianco a polemiche. Eâ€™ evidente che il semi-monopolio di Mediaset Ã¨ una anomalia che va eliminata al piÃ¹ presto. Impostare il discorso cosÃ¬ come Ã¨ stato fatto dal leader di Rifondazione, perÃ², mi Ã¨ parso un muovere i passi dal punto sbagliato, almeno per quanto riguarda i principi che dovrebbero animare le riforme. Avrebbe potuto (e forse anche dovuto, in forza del suo prossimo â€“ pare â€“ incarico di governo) impostare il discorso in maniera meno personalistica (lasciando meno scoperto il fianco alle accuse della ricerca di vendetta), riferendosi magari alla necessitÃ  di cambiare un sistema che Ã¨ evidentemente e indiscutibilmente malato. Sono comunque questioni in qualche modo secondarie. PerchÃ©, al di lÃ  delle scelte comunicative di Bertinotti, concordo con te quando rilevi che a destar preoccupazione sono le reazioni dei leader dei partiti di centro-sinistra.<br />
Prima di esprimere le opinioni che ho espresso, mi sono riletto il programma (pag. 261-266). </p>
<p>Forse avrebbero dovuto fare altrettanto i leader della neo-maggioranza.</p>
<p>SP</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Mediaset: a dieta! di SP</title>
		<link>http://riot85.altervista.org/2006/04/26/mediaset-a-dieta/#comment-10</link>
		<author>SP</author>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2006 19:00:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://riot85.altervista.org/2006/04/26/mediaset-a-dieta/#comment-10</guid>
		<description>Commento il tuo post piÃ¹ tardi, nelle tarde ore. Scrivo ora solo per manifestare un pÃ² di solidarietÃ  relativamente ai commenti al tuo post su Libero.it. L'ho letto - e ho anche cercato di ricordare cosa ne pensa la Cassazione di Andreotti - e ho trovato i commenti veramente deprimenti. C'era persino chi sosteneva con sicumera che Andreotti sia stato assolto, testuale, "perchÃ¨ non ha commesso il fatto".  Mah...
Ora vado, tornerÃ² a torturare con opinabili strutture sintattiche e semantiche il tuo blog ad orari piÃ¹ desueti. Ciao.


SP</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Commento il tuo post piÃ¹ tardi, nelle tarde ore. Scrivo ora solo per manifestare un pÃ² di solidarietÃ  relativamente ai commenti al tuo post su Libero.it. L&#8217;ho letto - e ho anche cercato di ricordare cosa ne pensa la Cassazione di Andreotti - e ho trovato i commenti veramente deprimenti. C&#8217;era persino chi sosteneva con sicumera che Andreotti sia stato assolto, testuale, &#8220;perchÃ¨ non ha commesso il fatto&#8221;.  Mah&#8230;<br />
Ora vado, tornerÃ² a torturare con opinabili strutture sintattiche e semantiche il tuo blog ad orari piÃ¹ desueti. Ciao.</p>
<p>SP</p>
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